Posto in prossimità della precedente fortezza bizantina di Buxo, il castello di Bazzano viene già menzionato a partire dal 1019.

Nel 1038 il vescovo di Modena concesse la corte di Bazzano al marchese Bonifacio di Toscana, padre della contessa Matilde: alla morte di quest’ultima nel 1115, l’intera corte tornò in possesso del vescovado modenese.

Nel 1180 l’abitato di Bazzano era retto da tre consoli, che vi fecero costruire due torri, mentre le mura di cinta vennero costruite nel 1218. La rocca Bazzano, costantemente contesa tra Modena e Bologna, fu dapprima assegnata a Bologna nel 1204 ma nel 1226 l’imperatore Federico II° la restituì ai modenesi. Nel 1247 i bolognesi se ne riappropriarono, demolendolo completamente nel 1250.

Rocca-bazzano-valsamoggiaLa riedificazione del castello di Bazzano si deve al marchese Azzo d’Este, che diede inizio ai lavori nel 1296; l’intero complesso venne poi ultimato dai bolognesi, che se ne erano successivamente impadroniti nel 1311. Nel 1362 il cardinale Albornoz concesse al marchese Nicolò II° d’Este il vicariato dei castello di Bazzano e Nonantola e nel 1371 gli Estensi fecero ampliare la cinta muraria con l’aggiunta della porta del Rivellino. Nel 1490, infine, fu Giovanni II° Bentivoglio a costruire la grandiosa rocca, struttura di natura più signorile che militare.

Di notevole interesse, all’interno dell’edificio, la sala dei Giganti che divenne, dopo il 1508 la Sala di Giustizia presso il Tribunale civile e penale del Capitanato: nel 1630, invece, fu adibita a lazzaretto per gli appestati. Nel 1643 il castello di Bazzano subì un tremendo assedio, capitanato da Raimondo di Montecuccoli.  Nei secoli successivi, la rocca di Bazzano venne utilizzata per gli scopi più svariati: oggigiorno ospita il museo “Arsenio Crespellani”, una raccolta di reperti protostorici e reperti romani.

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