palazzo savigno

La località più montana della Valsamoggia, Savigno è posto in una conca ed è coronato, nella parte più alta, da territori che raggiungono gli 800mt sul livello del mare.

L’area di Savigno era già abitata in età romana, come si può intuire da toponimi come Rodiano, Merlano; l’origine stessa del nome Savigno è riconducibile ad un “fundus Sabinius” o “Sabinianus”. Durante il medioevo, l’attuale abitato era solamente la sede del mercato, mentre la frazione di San Prospero era l’antica sede amministrativa del Comune e del castello (già menzionato nel 1166).

Nel 1352 Savigno passò dalla podesteria al vicariato sotto i Visconti, divenendo il centro di una vasta giurisdizione (70 comunità) ma nel 1376 venne drasticamente ridotto (scendendo a 15). Nel 1360 Giovanni Oleggio, nominatosi signore di Bologna, si rinchiuse nel castello reggendo l’assalto di Taddeo da Cuzzano che combatteva per Bernabò Visconti. Del 1507 è la nomina di Antonio Bartolomeo Volta (nobile di Monteveglio) a conte di Savigno da parte di papa Leone X°. Nel 1796 la Repubblica Cisalpina abolì il centro amministrativo di Savigno, aggregandolo al cantone di Samoggia, con capoluogo Bazzano. Risale al 1932 la costruzione del palazzo comunale su disegno di M. Ruffo; si tratta di un’opera importante per Savigno e le zone limitrofe che si videro dotate di una struttura all’avanguardia per quel periodo, comprensiva di uffici pubblici ma anche di scuole, ambulatorio medico e sala-teatro.

Oggigiorno Savigno è rinomata in quanto “Città del Tartufo e dei Sapori”, ospitando nella sua piazza e nelle vie del centro (le prime tre domeniche del mese di novembre) la sagra del Tartufo bianco pregiato.





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